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Content Creator: chi è?

Ci troviamo in un momento storico in cui è ormai tutto digital, tutto è online.

Il business è diventato ''business 2.0'' un business che si sviluppa online e di conseguenza con nuove figure professionali.

Di cosa si occupa?

Il content creator si occupa della stesura di testi, di articoli per i blog o di post per i social. Invece chi crea contenuti ha a che fare con tutto il progetto comunicativo del brand, e quindi deve studiare e realizzare (o far realizzare) dei contenuti idonei ed efficaci.

Sul web infatti comunichiamo con diversi contenuti multimediali: non solo testi ma anche video, immagini, musica, progetti grafici (ad esempio le infografiche). Va da sé che quindi il content creator ha ottime capacità di scrittura, che rimane la capacità principale, ma anche altre abilità, quali:

  • Il saper mettere a punto un progetto di comunicazione che sia in linea con gli obiettivi del cliente, con il mercato di riferimento, con il target;

  • Poter riuscire ad ideare e definire prodotti multimediali (non deve necessariamente saperli realizzare in prima persona);

  • Saper coordinare con editor, webmaster, grafici, videomaker, e ogni figura che è incaricata alla realizzazione di contenuti multimediali;

Content Creator: formazione e skill

Un content creator ha sicuramente una buona cultura generale di base; non esiste un corso di laurea che attesti questa professione, ma di certo una laurea umanistica o inerente al marketing rappresenta una buona carta da spendere.

Altre competenze che non sono indispensabili, ma che di certo fanno la differenza in ambito lavorativo, sono tutte quelle che si sviluppano intorno alle professioni del web e che completano quindi il profilo (ad esempio conoscenze di SEO, conoscenze riguardanti il social media marketing, padronanza dei più famosi CMS, soprattutto di WordPress, e anche nozioni di grafica e di montaggio video).

La figura del content creator, come molte altre legate al mondo dell’online, è ancora in via di definizione: il web muta e si evolve a velocità sconvolgenti; se fino a ieri ci documentavamo leggendo un articolo di 2000 parole, oggi magari preferiamo un video, se prima digitavamo delle keyword sul motore di ricerca di Google oggi ci affidiamo alla ricerca vocale. Quindi il multimediale e l’interattività sembra proprio faranno parte sempre di più del futuro. Basti pensare a questo per capire verso cosa orientare la propria formazione, per non farsi cogliere impreparati. Quindi sì alla formazione intelligente, sì alle competenze categorizzate.


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